Una proposta di democrazia comunitaria che riparta dagli ultimi; riforme di qualità; ceti medi e professioni come know how e volano della ripresa; no ai populismi e agli anti-europeismi; valorizzazione degli italiani all’estero come chiave del sistema Italia nel mondo; sostegno al governo Renzi e alleanza non tattica e contingente, ma proiettata nel tempo con il Pd.

Questi i punti chiave della nuova Associazione Politica “Demo.S – Democrazia Solidale”, che vede tra i primi firmatari i deputati Lorenzo Dellai, Federico Fauttilli, Gian Luigi Gigli, Mario Marazziti, Fucsia Nissoli, Gaetano Piepoli, Milena Santerini, Mario Sberna, il senatore Lucio Romano, il viceministro Andrea Olivero e il sottosegretario Mario Giro.

Nel documento di nascita, il progetto e’ fondato su tre elementi “legati alla nostra identità e al nostro percorso: un impegno politico ispirato dal cattolicesimo democratico; un’ idea comunitaria e non individualista della democrazia; un modello di autonomie responsabile e solidale, filo conduttore di una Italia unita ma plurale”.

Al centro di Demo.S la necessità di offrire più spazio alla partecipazione della metà’ del Paese che chiede governabilità e rappresentanza. I promotori di Democrazia Solidale sono preoccupati per la diffusione di populismi e antieuropeismi di vario tipo: ” ​La forzata contrapposizione tra “la gente” e “il Palazzo” ci pare ambigua; non vogliamo essere né populisti né tecnocratici, ma tesi a costruire un costante dialogo tra una cultura politica fondata sul bene comune e le necessità di singoli e gruppi”. La via per riavvicinare “gente” e “Palazzo” passa per un cambiamento di stile politico e di linguaggio, che mette al centro la necessità della ricostruzione di un ethos nazionale comune, e per la “lotta alle sacche di privilegi di tipo corporativo, alla corruzione, all’evasione fiscale, al potere delle forti burocrazie, all’inerzia della consuetudine”.

E’ forte l’attenzione sociale e valoriale, come nelle biografie dei promotori: rilievo al welfare, alla famiglia come nucleo fondamentale della società e chance, senza contrapposizioni con la crescita dei diritti civili, all’istruzione come chiave dello sviluppo, alla vita dal concepimento alla morte naturale, alla nuova cittadinanza, al lavoro dei giovani senza contrapposizione tra le generazioni.

Le idee su governo e alleanze sono chiare: “Il sostegno al Governo Renzi in questa legislatura è importante e deve proseguire. Ma non basta: le speranze di rinnovamento e di rilancio del Paese possono trovare terreno fertile in una alleanza con il PD, mentre ogni disegno alternativo è oggi connotato da incertezze e ambiguità. Nessuno può sapere come si articolerà la competizione politica e come cambierà la forma dei partiti attuali in futuro. Ma in questa fase storica, serve tale alleanza che si proietti verso le prossime importanti scadenze elettorali, iniziando dalle regionali. ”

Quanto alle dinamiche parlamentari la proposta è aperta: “il nostro intendimento è aperto alla collaborazione di tutti i deputati e i senatori che si riconoscono in questi valori e obiettivi o che comunque, pur portatori di visioni diverse ma compatibili, ritengano di poter svolgere il proprio impegno istituzionale in leale collaborazione”.

Prima iniziativa della nuova Associazione e’ una serie di iniziative che ne chiariscono la natura e il programma, che è anche una proposta organizzativa e di contenuti nell’attuale rimescolamento politico: “Periferie al centro”. Saremo presenti in una serie di periferie geografiche, sociali, economiche che riteniamo simboleggino, nel segno della difficoltà ma anche della speranza e della vitalità, questa fase della vita del nostro Paese”.