DDL TUTELA DEL RISPARMIO NEL SETTORE CREDITIZIO

Signora Presidente,
Membri del Governo,
Colleghe e Colleghi,

al nostro gruppo bastano poche parole per motivare il voto positivo.
Il Governo chiede la fiducia su un provvedimento urgente e necessario.
Ci sarebbe semmai da dire che arriva tardi. Ma questo è un altro discorso.
Si può esigere chiarezza su ciò che nel mondo delle banche e’ successo in questi anni e sulle filiere di potere non sempre trasparenti che in esso hanno agito. Ma anche questo è un altro discorso, circa il quale da più parti si è voluta una commissione di inchiesta; vedremo se e come opererà.
Resta un fatto: non occorre essere premi Nobel per capire quale sarebbe l’effetto devastante sulla vita dei cittadini, delle imprese e delle stesse istituzioni che deriverebbe dal collasso di una parte significativa del sistema bancario italiano.
Chi dice che con questo provvedimento si salvano solo le banche invece che gli interessi del popolo, mente sapendo di mentire, come sovente accade a chi non è all’altezza delle responsabilità anche difficili della politica.
Vogliamo però cogliere questa occasione per dire che il nostro voto di fiducia di oggi assume un significato che va ben oltre questo provvedimento.
Per noi significa rinnovare un mandato di fiducia pieno, ampio e senza scadenza al Governo Gentiloni.
Noi non abbiamo accesso ai salotti televisivi e alla grande stampa; lo diciamo dunque in Parlamento, che peraltro e’ il luogo più idoneo.
Un Parlamento che non può accettare oltre di essere considerato una scacchiera sulla quale nomenclature vecchie e nuove giocano a darsi reciprocamente scacco matto, quando invece rischiano di darlo – tutti assieme – agli italiani.
Si è parlato in questi giorni e si continuerà a parlare di nuovi “campi politici” e anche noi daremo un nostro contributo.
E’ giusto: la politica ha il dovere di rassodare il proprio terreno e di riconciliarsi con la comunità. Questo molteplice ritorno alla terra, alla sana vita dei campi, si potrebbe scherzosamente dire, nella stagione della verticalizzazione e della virtualità, e’ certo cosa utile.
Ma, appunto, non possiamo dimenticare che prima di tutto esiste il “campo Italia”, il campo di tutti. Esso esige cura, rispetto, attenzione, responsabilità. Anche umiltà.
Perché se il campo comune deperisce, nessun singolo appezzamento potrà avere futuro.
In questo questo campo comune – al quale deve andare, in via prioritaria, la nostra lealtà – vivono, lavorano, soffrono milioni di italiani che nonostante tutto continuano ogni giorno a fare il proprio dovere.
E’ esattamente ciò che devono fare il Parlamento ed il Governo Gentiloni, nonostante i quotidiani fuochi d’artificio, la ricorrente cabala sulla loro durata, la confusione di ruoli tra giocatori che pretendono di fare gli arbitri e arbitri costretti a fare i giocatori.
In questo tempo carico di incognite e di mutamenti globali, nel mentre i partiti vecchi e nuovi ricercano la bussola smarrita o mai posseduta, la comunità ha il diritto di poter contare sulle istituzioni di tutti, sulla certezza delle loro funzioni, sulla loro determinazione a svolgere fino in fondo – al di là delle tattiche – il proprio dovere.
Per il nostro Paese, il 2017 non è un anno qualsiasi.
Non lo è per il quadro europeo ed internazionale; per i processi in atto nel Mediterraneo; per le sfide economiche e finanziarie.
Non lo è per le leggi che attendono di essere approvate – come quelle sulla lotta alla povertà e sul riconoscimento della cittadinanza ai minori stranieri – e per quelle promosse dal Governo Renzi che attendono di essere tradotte in decisioni amministrative.
Non è un anno qualsiasi neppure per il lavoro di concertazione sociale e territoriale e di discussione in sede europea che serve ad impostare una manovra finanziaria che sappia concentrare risorse ed energie a sostegno delle imprese e delle famiglie.
Per queste ragioni, il nostro voto di oggi va oltre questo provvedimento e si accompagna alla fiducia che il Governo Gentiloni, con il consenso responsabile dei gruppi della maggioranza e la guida autorevole del Capo dello Stato, possa fare fino in fondo il proprio dovere verso il “campo Italia”.