Il mio ntervento in Aula per il rinvio in commissione del testo.
Signor Presidente,
intendo proporre il rinvio in commissione del provvedimento, alla luce di due motivazioni
La prima e’ di natura “istituzionale”.
Adottare una nuova disciplina delle indennità dei parlamentari alla vigilia di un Referendum che potrebbe portare ad una modica radicale dell’articolazione delle Camere ci pare abbia poco senso.
Meglio affrontare questo argomento a fronte di un quadro costituzione definito e valutando le diverse proposte che sono state o saranno avanzate.
Non voglio però nascondere la seconda motivazione, di natura “politica”.
Il nostro Gruppo non intende discutere di un argomento come questo facendosi fagocitare in questa battaglia ad effetti speciali tra M5S e Presidente del Consiglio.
Comprendiamo – come bene ha scritto oggi su Repubblica Stefano Folli – che i colleghi del M5S hanno avuto gioco facile nell’assumere e rilanciare, come sanno fare loro, una delle parole d’ordine più usate dal Premier: e cioè che la riforma oggetto del referendum riduce i costi per i parlamentari.
Sappiamo bene che si tratta di un argomento molto sensibile per i cittadini.
Ma – con tutto il rispetto – questa non può essere la cifra di una riforma della Carta Costituzionale.
Noi non intendiamo concorre a far deragliare la vicenda referendaria – e con essa anche la politica – sugli scogli di una spirale di populismo.
La volontà di discutere oggi in Aula la proposta di Legge del M5S alimenta – comunque si voti il 4 dicembre – una sfida al ribasso per la politica e per la democrazia parlamentare, che sarà anche in crisi ma per noi rimane un sistema in grado di fornire garanzie di equilibrio e di rappresentanza democratica.
Egregi colleghi, se proprio volete proseguire questa battaglia ad effetti speciali, fatelo pure. Ma senza il nostro consenso e non nel nostro nome.