Il presupposto è che l’Agenda Digitale fa ormai parte delle agende di tutti noi. E insieme dobbiamo scriverla.
Investire nell’economia digitale è una delle grandi opportunità per la ricostruzione della società italiana. Le buone idee in una buona Agenda Digitale incentivano la nascita di nuove imprese,  alimentano il Pil, creano integrazione delle diversità, aumentano la conoscenza, creano occupazione, migliorano la trasparenza e la qualità delle pubbliche amministrazioni sempre in maniera efficiente e efficace.

Il senso di quello che facciamo ora costruirà anche con l’Agenda Digitale il nostro futuro. Questo è il significato dell’Agenda.

Per ricostruire c’è bisogno delle idee di tanti, c’è bisogno delle buone competenze anche e soprattutto territoriali. Perchè sono i territori e i loro abitanti i primi destinatari delle azioni dell’Agenda. E sono i territori che hanno le competenze che conoscono e interpretano il bisogno delle comunità.

Con l’efficienza tecnologica delle competenze territoriali si possono prendere con metodo federale e insieme le decisioni per scrivere l’Agenda.

Il metodo per scrivere l’agenda è quello delle proposte. Con l’inizio della nuova legislatura l’impegno è quello di raccogliere quanto già è stato fatto di buono nelle diverse pubbliche amministrazioni e proporre i nuovi punti dell’Agenda attraverso incontri, proposte, discussioni e confronto tra le diverse competenze territoriali.