È diffusa l’opinione che “centro sinistra” e “centro destra” siano categorie ormai superate; il nuovo bipolarismo – si dice –  è tra populisti e non populisti.
Se guardiamo ai recenti andamenti elettorali in molte democrazie dell’Occidente, questa lettura può sembrare più che fondata.
E così appare ragionevole che, di fronte alla prospettiva di pericolose avventure, si congetturi di coalizioni di necessità tra forze di segno politico anche opposto, accomunate da una comune avversione agli avventurieri. Tutto bene.

Non vorrei però che si trascurasse una lettura più profonda di quello che sta accadendo.
Ciò che definiamo convenzionalmente “populismo” nasce da processi sociali ed economici di enorme portata, che hanno intaccato il tenore di vita e le aspettative dei ceti medi e popolari.Non è dunque con le sole “chiamate a raccolta” delle forze non estremiste contro i  “nuovi barbari” che si potrà contenere – ed ancor meno interpretare – l’onda di protesta e di preoccupazione per il futuro che alimenta le proposte populiste e “sovraniste”.
È giusto opporsi a chi gioca con la paura delle persone e inganna il popolo con ricette semplicistiche, improbabili e pericolose.
Ma serve anche l’umiltà di ammettere che molto non ha funzionato nella strategia e nella cultura economica e politica dominante fino ad ora. In Europa e nel Mondo.Non a caso – pur nell’assoluta diversità dei ruoli – appare evidente che l’unica vera narrazione alternativa a quella trumpiana si ritrova oggi nel magistero di Papa Francesco.
Occorre dunque che si parta da qui, con umiltà e disponibilità a ricercare vie nuove, anche inedite, per riconciliare democrazia e giustizia. Con radicalità e responsabilità.È questa l’antica missione delle culture democratiche del centro e della sinistra, che va oggi  reinterpretata in maniera totalmente nuova, a fronte dei mutamenti epocali che stiamo vivendo. Anzi, vorrei dire: è questo il terreno perduto, che va riconquistato palmo a palmo.
Questione di regole elettorali, certo; ma prima ancora questione di ripresa di visioni e di pratiche politiche all’altezza di questa nuova sfida.