«Il governo può fare scelte radicali sulla lotta alla povertà e la crescita»
«L’intero Paese non può restare legato a corda doppia alle decisioni di una persona, per quanto autorevole. E desta forte preoccupazione il correre al voto a prescindere, condizionato dalle disfide interne al Pd. Spero che le prese di posizione degli ultimi giorni anche di persone vicine a Renzi, come il ministro Calenda, possano servire». Il deputato trentino dell’Upt, Lorenzo Dellai, è fermamente contrario all’ipotesi di elezioni anticipate – a primavera o a giugno – come vorrebbe il segretario del Pd, Matteo Renzi, in questo in linea con M5S, Lega e Fratelli d’Italia, e per questo come capogruppo di Democrazia solidale-Centro democratico (De.S-Cd) alla Camera, ha votato contro il percorso accelerato all’iter per una nuova legge elettorale.
Onorevole Dellai, perché è contrario a fare velocemente gli aggiustamenti alla legge elettorale?
La procedura ultra rapida per l’esame in commissione chiesta dai capigruppo di Pd con Lega, 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia per portare la riforma in aula il 27 febbraio non serve. E dopo tutte le forzature degli ultimi anni in materia elettorale, con due bocciature da parte della Consulta, a me sembra fuori da ogni buon senso. Noi abbiamo chiesto di attendere le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale (ieri la commissione ha deciso infatti di attendere Ndr.). Si andrà a marzo.
Ma lei non vuole neppure andare al voto anticipato. Teme il rischio che dalle elezioni non esca una maggioranza?
A me sembra un azzardo rischioso per il Paese al di là delle legittime ragioni dei partiti. Ho condiviso totalmente le preoccupazioni del ministro Calenda secondo il quale una interruzione dell’attività di governo a giugno sarebbe devastante per le scadenze economiche e politiche che abbiamo nel 2017. Io penso inoltre che il modo giusto per andare ad elezioni a fronte delle pulsioni populiste e anti sistema che ci sono sia quello non di sfidare il populismo sul piano delle furbizie e delle suggestioni di pancia, ma con risultati di governo, crescita e dando una visione di futuro.
Pochi mesi in più o in meno possono fare la differenza? Il governo Gentiloni cosa può fare?
Usare il tempo per costruire una manovra finanziaria 2018 da approvare a ottobre che contenga scelte radicali di lotta alla povertà e impulso alle attività produttive con la riduzione del cuneo fiscale.
Le sembra facile proprio ora che rischiamo che l’Europa apra una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia?
Si deve aprire una negoziazione con l’Europa e scegliere anche di entrare in una procedura di infrazione ma per utilizzare le risorse per la crescita. Questo non si può fare se si è in campagna elettorale.
Serve tempo anche per definire le alleanze elettorali?
Gli accordi tra partiti e le alleanze si trovano, non è un problema di Ulivo 2 o 4, ma di recuperare la fiducia dando risposte. Se si va al voto in due mesi non è fattibile.